
Il 20 aprile 1955, al Salone di Torino, viene presentata la Giulietta Berlina. Elegante, tecnologicamente avanzata, accessibile e dal carattere sportivo, divenne il simbolo della rinascita dell'Italia. Ma fu anche il modello che segnò il passaggio di Alfa Romeo dalla produzione artigianale a quella industriale, proiettandosi nel futuro, industrializzando l’eccellenza tecnica e rendendola più accessibile.

A metà degli anni Sessanta, Alfa Romeo decise di produrre l'erede della Giulietta Spider, l'auto che aveva conquistato gli Stati Uniti incarnando uno "stile di vita diverso". L'ambizioso obiettivo fu affidato a Pininfarina, che aveva già firmato la Giulietta Spider un decennio prima. Per la nuova vettura, Pininfarina partì dalla meccanica della Giulia Sprint GT, riducendone il passo e mantenendo non solo tutte le sue caratteristiche dinamiche, come le prestazioni, l' accelerazione e la tenuta di strada, ma anche le sospensioni anteriori indipendenti, il cambio a cinque marce, la trazione posteriore e i quattro freni a disco.

Tutto inizia a metà degli anni ’50. Citroën aveva bisogno di una vettura media, da inserire tra la 2CV e la DS19. Fino ad allora, le risorse econimiche del marchio erano state impegnate per tornare alla normalità dopo la guerra, la difficile ricostruzione e il lavoro lavoro di ricerca e progettazione che avrebbero portato, tra il 1947 ed il 1955, al lancio di tre veicoli: il furgone Type-H, la 2CV e la DS19.

Venticique anni fa Aston Martin presentava la Vanquish V12, l'auto sportiva più sofisticata e tecnologicamente avanzata mai progettata, sviluppata e costruita dal marchio. Giunta alla sua terza generazione, la Vanquish rimane l'apice della gamma di auto sportive a motore anteriore di Aston Martin.

Audi lanciò il motore 5 cilindri nel 1976 con la seconda generazione dell'Audi 100. L'auto doveva posizionarsi nel segmento di mercato più alto rispetto alla precedente generazione, ma i motori a quattro cilindri dell'epoca non erano sufficientemente adeguati per i progettisti. All'inizio degli anni 70, gli ingegneri Audi iniziarono così a prendere in considerazione l'utilizzo di propulsori a cinque e sei cilindri in linea. Questi ultimi furono esclusi a causa di vincoli di spazio e della sfavorevole distribuzione dei pesi. Di conseguenza, si optò per il cinque cilindri in linea, basato sul motore EA 827, a quattro cilindri in linea, utilizzato in tutto il gruppo Volkswagen negli anni '70.
Pagina 2 di 31