A metà degli anni Sessanta, Alfa Romeo decise di produrre l'erede della Giulietta Spider, l'auto che aveva conquistato gli Stati Uniti

Poco più di quarant’anni fa Fiat presentava una delle auto più sorprendenti e controcorrente: la Uno Turbo i.e.

Sabato 1 ottobre 1955: due dee si ritrovano davanti agli obiettivi dei fotografi di Paris-Match, settimanale francese che all'epoca tirava oltre due milioni di copie. Una è la Citroën DS19, l'altra è Gina Lollobrigida, madrina di DS.

A metà degli anni Sessanta, Alfa Romeo decise di produrre l'erede della Giulietta Spider, l'auto che aveva conquistato gli Stati Uniti incarnando uno "stile di vita diverso". L'ambizioso obiettivo fu affidato a Pininfarina, che aveva già firmato la Giulietta Spider un decennio prima. Per la nuova vettura, Pininfarina partì dalla meccanica della Giulia Sprint GT, riducendone il passo e mantenendo non solo tutte le sue caratteristiche dinamiche, come le prestazioni, l' accelerazione e la tenuta di strada, ma anche le sospensioni anteriori indipendenti, il cambio a cinque marce, la trazione posteriore e i quattro freni a disco.

Tutto inizia a metà degli anni ’50. Citroën aveva bisogno di una vettura media, da inserire tra la 2CV e la DS19. Fino ad allora, le risorse econimiche del marchio erano state impegnate per tornare alla normalità dopo la guerra, la difficile ricostruzione e il lavoro lavoro di ricerca e progettazione che avrebbero portato, tra il 1947 ed il 1955, al lancio di tre veicoli: il furgone Type-H, la 2CV e la DS19.

E’ stato il modello che più di tutti ha rappresentato Citroën negli anni Settanta e Ottanta. Progettata per sostituire la DS, la CX presentava numerose innovazioni tecniche che, nel corso dei suoi 17 anni di carriera, le hanno conferito qualità eccezionali. Il suo stile era unico, elegante, con le linee ribassate e aerodinamiche che la rendevano subito riconoscibile.

Fondata nel 1904, Rolls-Royce si guadagnò ben presto un'ottima reputazione riguardo la qualità e l'affidabilità delle sue vetture, grazie alle prestazioni della 40/50 CV, o Silver Ghost, soprattutto nella London to Edinburgh Trial del 1911 e a Brooklands. Tuttavia, per l'ambizioso amministratore delegato Claude Johnson questo doveva essere solo l'inizio. Voleva conquistare il mercato europeo e sapeva che il successo in un evento continentale di alto profilo era la chiave. L'Alpine Trail del 1913 gli avrebbe fornito l'opportunità che stava cercando.

Nel 1906, appena tre anni dopo la sua fondazione, Rolls-Royce era già una sorta di vittima del suo stesso successo. La domanda per le sue autovetture era tale che la sua gamma si era rapidamente ampliata dall'originale bicilindrico 10 CV ai modelli a tre cilindri da 15 CV, quattro cilindri da 20 CV e sei cilindri da 30 CV. Henry Royce aveva persino prodotto la prima autovettura V8 in assoluto, nota come "Legalimit", poiché il motore da 3,5 litri era regolato per mantenerlo al di sotto del limite di velocità di 20 mph (32,1 km/h) allora in vigore in Gran Bretagna; ne furono realizzate solo tre e rimane l'unico modello Rolls-Royce di cui non sopravvivono esemplari.

Sulla scia del successo della 1900, il 21 aprile 1954 Alfa Romeo presenta al Salone di Torino la Giulietta Sprint, un agile coupé disegnato da Bertone che inventa il segmento delle compatte ad alte prestazioni. L'auto suscita immediatamente l'interesse del pubblico, tanto che in pochi giorni, e direttamente al Salone, si raccolgono circa duemila ordini.

Il legame tra Citroën e Michelin risale ai tempi di André Citroën e alla sua amicizia con i fratelli Michelin, che si consolidò nel corso degli anni, in particolare ai tempi della DS, equipaggiata solo con pneumatici Michelin.

Nel 1955, la Mercedes-Benz 300 SLR rappresentava una sfida che non poteva essere affrontata dai motori Ferrari V12 da corsa. Ciò spinse Enzo Ferarri a commissionare ad Aurelio Lampredi la creazione di un motore sei cilindri in linea più potente. L'avanzato motore di 3.747 cc fu montato sulla 118 LM, progettata per affrontare la Mercedes alla Mille Miglia del 1955.