Auto Stories

Storie di Citroën DS. 1955-1975, vent’anni di stile, eleganza e innovazione

Sabato 1 ottobre 1955: due dee si ritrovano davanti agli obiettivi dei fotografi di Paris-Match, settimanale francese che all'epoca tirava oltre due milioni di copie. Una è la Citroën DS19, l'altra è Gina Lollobrigida, madrina di DS.

Martedì 4 ottobre, la DS19 è presentata in anteprima agli altri costruttori francesi tra cui, Pierre Lefaucheux di Renault, Jean-Pierre Peugeot e Paul Panhard. Dissero che era troppo moderna e troppo costosa, ma ammisero anche che era almeno dieci anni avanti ai loro prodotti.
Il 5 ottobre, fu il turno dei 340 concessionari Citroën di Francia, invitati al teatro di Marigny. Bernard Mauger, un rivenditore di Dreux, saltò il pranzo e tornò di corsa a casa con la sua Traction. Mostrando il catalogo ai clienti, tra le 5 del pomeriggio e le 10 della sera avrà venduto cinquanta DS19.
Il giorno, alle otto di di mattina, per la prima la DS usciva nel traffico parigino. Un quarto d'ora dopo, venti DS, quelle destinate alle prove dei giornalisti che si sarebbero svolte quel giorno nel bosco di Meudon, si fermano davanti ai licei della città. Al loro ritorno a casa, tutti i giovani studenti, raccontarono ai loro genitori il primo incontro con la DS19.
Alle 9 si aprono le porte del Salone Parigi. Sulla piattaforma girevole, protetta da una piccola ringhiera bianca, c'è una DS19 color giallo champagne con tetto melanzana. Intanto, allo stand Citroën i visitatori si spintonano per ordinare la loro Dea. In tre quarti d'ora sono siglati 749 contratti di vendita, per ciascuno dei quali vengono versati 80.000 franchi d'anticipo (il prezzo di lancio è fissato a 940.000 franchi dell'epoca). Il Salone si chiuderà con un bilancio incredibile: 80.000 ordini sottoscritti, con anticipi versati nelle casse di Citroën per sei miliardi e quattrocentomila franchi.
Tra il 1955 ed il 1960, la presentazione della DS19 fu il secondo evento al mondo in ordine d'importanza, dato calcolato tramite il numero di righe dedicato alla notizia dai giornali. Il primo risale a due anni prima, nel 1953 ed è la morte di Stalin.
Esattamente un anno dopo, il 6 ottobre 1956, sempre al Salone di Parigi, venne presentata la ID19, la versione semplificata di DS sia negli allestimenti che nella meccanica. La sigla ID è la trascrizione della pronuncia della parola Idèe, “Idea”.
La ID19 fu proposta in tre versioni: Luxe, Normale e Confort. I prezzi di vendita erano ovviamente più bassi rispetto a quelli della DS19: a fronte di 1.065.000 franchi dell'epoca necessari per aggiudicarsi una Dea, la ID Normale ne costava 894.000.
Nei suoi vent’anni di produzione DS fu l’auto dei capi di stato, degli attori del cinema, di intellettuali e perfino delle nuove generazioni.
Molte le motorizzazioni e gli allestimenti: dalle prime DS19 si arriverà alla DS23 ad iniezione elettronica passando per le 21 e le Break, Familiale e Commerciale. Non mancò la versione ambulanza e l’affascinante Décapotable nella versione di fabbrica (Usine), e in quella Chapron, dal nome del carrozziere autore di molte cabriolet ed esemplari pressoché unici.
Nel 1957, la DS, esposta alla Triennale di Milano, fu insignita del “diploma di gran merito” come opera d’arte industriale.
Anche nelle vesti di sportiva, vanta vittorie nelle competizioni più dure come la Londra-Sidney, l’East African Safari e la Critérium Neige et Glace.
L’exploit della DS19 fu un incredibile successo che durò per vent’anni, fino al 1975, quando la crisi economica e quella petrolifera determinarono la fine di molte auto di lusso e di grossa cilindrata, inclusa la stessa DS la cui produzione terminò ufficialmente il 24 aprile, dopo circa un milione e mezzo di esemplari venduti.