Auto Stories

100 anni fa la Opel vinceva la gara inaugurale sul circuito dell’Avus

Esattamente cento anni fa, Fritz von Opel vinceva la gara inaugurale dell’Automobil-Verkehrs und Uebungsstraße di Berlino,
su quella che oggi è l’autostrada urbana A115.
Nei suoi 77 anni di vita, l’Avus, come molti circuiti, è stato lo scenario di tragedie e trionfi e su quel circuito Opel ha festeggiato grandi momenti, il più famoso dei quali è sicuramente la corsa dei record della Opel RAK 2.

La progettazione dell'Avus inizia nel 1909, con una doppia funzione. Da un parte, il tratto stradale fu concepito come una parte importante della rete viaria nella zona ovest di Berlino. Dall’altra, fu pensato come circuito da corsa: due rettilinei, ognuno lungo circa nove chilometri, e alle estremità due ampie curve, molto più idoneo per i test di durata che per una gara di auto.
La prima corsa si tenne il 24 settembre 1921. Alle 11 del mattino, 16 auto di nove costruttori si preparano al via. Nelle tribute tinteggiate di fresco e in piedi lungo il circuito, sono presenti oltre 200.000 spettatori.
I concorrenti partono a coppie, a intervalli di 45 secondi. Fritz von Opel parte con la penultima coppia. La sua Opel 8/25 CV rossa con motore 2.3 litri quattro cilindri, riuscirà a tagliare per prima il traguardo dopo sette giri, con il tempo di 1 ora, 4 minuti e 23 secondi, a una velocità media di 128,84 km/h. Georg Klöble, su NSU, si classifica al secondo posto con circa cinque minuti e mezzo di ritardo.
Il 24 giugno 1923, Fritz von Opel partecipa a una gara della Associazione Motociclistica Tedesca (DMV). Al termine della giornata, risultò vincitore a bordo della sua Opel 346 cc. In quattro giri raggiunse una velocità media di 87 km/h e registrò un vantaggio di 6 minuti sul secondo classificato.
Alla metà degli anni Venti, l’Avus viene ulteriormente ampliato. L’asfalto sostituisce il macadam, si allargano le curve in cemento e si costruiscono
nuove tribune. In tempo per la giornata più spettacolare della storia del circuito, la corsa sui razzi,
Nell’aprile del 1928, Fritz von Opel, insieme all'astronomo Max Valier, all’ingegnere Friedrich Sander e al pilota Kurt Volkhart, raggiunge quello
che in precedenza era stato considerato un obiettivo utopistico: il team aveva equipaggiato una Opel 4/12 CV, la RAK 1, con propulsione a razzo.
I test iniziali continuano con una vettura migliorata e a velocità superiori. Dato che il circuito Opel di Rüsselsheim non era adatto, la scelta cade sull’Avus di Berlino. La RAK 2 era stata progettata per essere guidata a velocità elevate utilizzando come base il telaio di una Opel 10/40 CV.
Questa vettura nera dal design futuristico, pesava circa 560 kg, non aveva né motore né cambio, ma corte ali laterali e 24 razzi posteriori, che sviluppavano una spinta di sei tonnellate.
Il 23 maggio 1928, alle 10 del mattino, i poliziotti liberarono il circuito. Fritz von Opel prende posto dietro al grande volante di legno. Il silenzio cala sui circa 3.000 invitati. Poi tutto accade all’improvviso: “Pigio il pedale dell’accensione. Dietro di me un boato e una fortissima spinta in avanti. Lo premo ancora e ancora, e la quarta volta mi prende come una furia. Ai lati tutto scompare. L’accelerazione è folle, non riesco più a pensare. La realtà scompare”.
Von Opel è costretto a affrontare la curva nord e la spinta verso l’alto della vettura, in quanto le ali non riuscivano a produrre una deportanza sufficiente per la folle velocità di 238 km/h. Dopo poco meno di tre minuti è tutto finito. La RAK 2 rallenta, le grandi nuvole di fumo bianco si dissolvono.
Von Opel aveva dimostrato che la propulsione a razzo era potente e controllabile. In seguito fu chiamato Raketen-Fritz e Opel divenne il costruttore di automobili più all’avanguardia d’Europa.