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Alfa Romeo Giulietta Sprint, la fidanzata d'Italia.

Sulla scia del successo della 1900, il 21 aprile 1954 Alfa Romeo presenta al Salone di Torino la Giulietta Sprint, un agile coupé disegnato da Bertone che inventa il segmento delle compatte ad alte prestazioni. L'auto suscita immediatamente l'interesse del pubblico, tanto che in pochi giorni, e direttamente al Salone, si raccolgono circa duemila ordini.

All'inizio degli anni Cinquanta, dopo aver vinto per due volte consecutive il campionato del mondo di Formula 1 con l'Alfetta, guidata prima Farina e da Fangio rispettivamente nel 1950 e nel 1951, l'Alfa voleva produrre un modello in grado di sostenere volumi di produzione più consistenti, conquitando un pubblico più vasto, senza tradire le caratteristiche che avevano decretato il successo dell'Alfa Romeo: tecnologia, prestazioni e stile.
Il centro Stile Alfa Romeo si mise al lavoro e una delle sue proposte – per la versione coupé Sprint – fu poi sviluppata alla Bertone da Franco Scaglione, lo stesso progettista della quasi contemporanea 2000 Sportiva, della Giulietta Sprint Speciale e della 33 Stradale del 1967. Bertone avrebbe poi supervisionato la costruzione della Giulietta Sprint.
Il risultato fu un'auto dal profilo ribassato, con una fiancata minimalista e un posteriore con un lunotto avvolgente fortemente inclinato. Il design della Giulietta Sprint diventa un'icona dello stile italiano: snella, filante, inequivocabilmente un'Alfa Romeo.
Il suo successo fu immediato e travolgente. L'Alfa Romeo era così entrata in un nuovo segmento di mercato molto competitivo, quello delle coupé compatte ad alte prestazioni. Ma aveva anche fissato nuovi standard tecnici e prestazionali che la ponevano nettamente al di sopra dei suoi concorrenti.
E' la prima vettura di serie ad essere equipaggiata con un motore bialbero completamente in alluminio derivato dal mondo delle corse: è il 4 cilindri da 1,3 litri che le consente di raggiungere una velocità massima di 170 km/h, un valore che la pone al vertice della categoria.
Alla Sprint si aggiunsero presto diverse altre versioni: la berlina, la Spider disegnata da Pininfarina per il mercato USA, , la Sprint Speciale, sempre di Bertone, e la Giulietta SZ di Zagato. Ci sarà anche una versione station wagon, denominata Promiscua.
La Giulietta divenne "la fidanzata d'Italia", non solo perchè fu la prima Alfa Romeo a prendere il nome di una donna, ma soprattutto per aver rapidamente conquistato un pubblico per il quale quell'auto era simbolo del boom economico italiano. Quando la 100.001esima Giulietta berlina uscì dalle linee di produzione del Portello, Giulietta Masina, musa di Federico Fellini, fu la testimonial di quell'importante traguardo produttivo: primo modello dell'Alfa Romeo a raggiungere volumi di produzione a sei cifre.
Nella sua versione Veloce (80 Cv, 180 km/h), la Sprint vinse anche la sua classe alla Mille Miglia del 1956, classificandosi 11a assoluta, davanti a vetture "grandi il doppio", oltre a innumerevoli vittorie su pista e su strada in tutto il mondo.
Dal 1954 al 1965, furono prodotte 177.690 Giulietta in tutte le sue varianti, a testimonianza di un successo e di un fascino che non accennano a diminuire nel tempo.
La Giulietta, negli anni Cinquanta, ha fatto sognare gli automobilisti di tutto il mondo rendendo per la prima volta accessibile il desiderio di possedere un'Alfa Romeo. La Giulietta Sprint è stata la capostipite di un'intera classe di automobili, le moderne Gran Turismo, oltre che uno dei prodotti emblematici del Made in Italy.