
Aston Martin ha celebrato i 70 anni della sua gamma DB presentando al Salone di Pechino l’ultima generazione della sua famiglia di auto sportive, la DB11 Coupé e Volante.
Le due lettere che hanno reso famoso nel mondo il marchio Aston Martin stanno per David Brown, l’industriale britannico che nel 1947 rilevò l’azienda. Con il passare del tempo, la sigla DB è ormai divenuto sinonimo di Aston Martin. In questi 70 anni, le auto con il badge DB sono divenute tra le auto più ambite dai collezionisti e rappresentano quasi la metà di tutte le Aston Martin prodotte.
Guidate ed amate da migliaia di appassionati in tutto il mondo, incluso l’agente segreto più famoso di tutti, le Aston Martin DB hanno anche vinto alcune delle gare automobilistiche più importanti, tra cui la 24 Ore di Le Mans, e conquistato il Campionato del Mondo Sport Prototipi.
David Brown rilevò l'omonima azienda meccanica fondata da suo nonno nel 1860. Grande appassionato di auto, Brown costruì la sua prima vettura quando aveva appena 17 anni, montando un motore ed un cambio su un telaio che aveva saldato da solo. A questa sua “opera prima” diede il nome di Davbro.
Da allora perseverò nella sua carriera ingegneristica e costruttiva ed il 14 febbraio del 1947 coronò il suo sogno annunciando l’acquisto dell’Aston Martin. Pagando l’astronomica cifra di 20.500 sterline per rilevare l’azienda, Brown aveva finalmente la struttura, il know-how tecnico ed il capitale necessario per creare una generazione completamente nuova di Aston Martin, essenziale per assicurare il future del marchio. Ma non si fermò qui: riuscì ad acquisire anche la Lagonda per 52.500 sterline e, successivamente, il motore 2.6 litri, sei cilindri in linea, della WO progettato dalla Bentley, che fu vitale per il successo dei nuovi modelli.
La prima auto lanciata sotto la gestione di Brown era ancora in fase di sviluppo quando arrivò al timone della società. Lanciata nel 1948 come 2.0 litri Sports, l’auto venne successivamente ribattezzata dal 1950 DB1.
Ma fu la DB2, lanciata nel 1949, con la sua bellezza, le prestazioni, la maneggevolezza e la qualità a fissare i parametri del carattere delle Aston Martin del dopo-guerra, che resistono quasi inalterati sino ad oggi. La DB2 sopravvisse in una forma continuamente aggiornata sino a quando, nel 1959, non fu sostituita dalla più veloce DB4, la prima Aston Martin di serie prodotta nel nuovo impianto di Newport Pagnell dove l’azienda lavora tuttora.
Sebbene fosse prodotta in cinque serie distinte, tra cui la DB4 GT, la DB4 fu sostituita dalla DB5 nel 1963, l’anno in cui fu anche protagonista del terzo film di James Bond, “Goldfinger”, e che venne prodotta per due anni prima che fosse sostituita a sua volta dalla più larga, più spaziosa e comoda DB6.
Nel 1967 la DBS disegnata da William Towns avrebbe dovuto essere soltanto un ulteriore modello che sarebbe dovuto andare ad aggiungersi alla DB6, ma il motore V8 progettato per l’auto non sarebbe stato pronto che due anni dopo; e così fu commercializzata con il motore 6 cilindri della DB6; quest’ultima quale sarebbe rimasta in produzione sino al 1970, vendendo molto di più della DB4 o della DB5. La DBS sarebbe stata lanciata soltanto nel 1969 con il motore V8, rimanendo in produzione sino al 21° secolo.
Sir David Brown, insignito del titolo nel 1968, con riluttanza decise di vendere l’Aston Martin nel 1972, ma le sue iniziali sarebbe riapparse nuovamente su un’auto del marchio oltre 20 anni dopo. Infatti, dopo che il chairman Walter Hayes gli offrì il titolo di Presidente Onorario a Vita, Brown acconsentì all’utilizzo delle sue iniziali, offrendo ad una nuova Aston Martin il miglior viatico possibile. Venne chiamata DB7. Purtroppo Brown non riuscì a vivere abbastanza per vederla: Si spense nel 1993, un anno prima che il nuovo modello venisse commercializzato.
Da allora, una nuova Aston Martin non fu pronta prima del 2003, la prima costruita nel quartier generale di Gaydon. I progressi tecnologici, qualitativi e prestazionali furono così grandi che venne saltato il numero 8, e la nuova Aston Martin venne chiamata DB9, da cui derivò la seconda DBS, mentre la DB10 Vantage V8 ebbe l’onore di diventare la prima auto stradale personalizzata di James Bond.
Con la nuova DB11 e l’arrivo della DBS Superleggera, il marchio DB continua ad essere il fulcro dei piani di Aston Martin per i prossimi anni. Oggi, la nomenclatura DB è una parte fondamentale di Aston Martin come lo era 70 anni fa. Non soltanto come elemento principale della sua intera gamma di vetture, ma come parte essenziale della sua stessa identità.