
A cinquanta anni dalla fine delle produzione delle sue vetture, la Alvis torna sul mercato e riapre il libro degli ordini. A differenza di altri marchi, la Alvis non monterà semplicemente il suo badge, il famoso Triangolo Rosso, sul cofano di una moderna supercar, ma ricreerà quelle stesse autentiche vetture di tanti anni fa.
L’occasione per presentare questo ritorno dello storico marchio britannico sarà il London Classic Car Show che si terrà a Londra a fine febbraio.
Alla manifestazione londinese Alvis sarà presente con la splendida TF21 carrozzata Graber costruita nel 1966, il suo penultimo anno di attività, ed una stupenda 4.3 Drophead Copuè con la carrozzeria Lancefield del 1937. Queste vetture sono originali, ma Alvis produrrà delle repliche, realizzate artigianalmente, in edizione limitata denominate Continuation Models.
Altre due vetture originali saranno disponibili come Alvis Continuation Model: la 4,3 litri Sports Coupè carrozzata Bertelli del 1935 ed una Brooklands da corsa meglio conosciuta come Powys-Lybbe Special dal nome del suo creatore, il gentleman driver Antony Powys-Lybbe. Basata sulla Alvis 12/60 Beetleback del 1931, ha una carrozzeria più stretta e più leggera che le consentiva di superare i 145 kmh sul circuito esterno di Brooklands.
La Continuation Car della Alvis sono riproduzioni delle originali. Ovviamente sono stete apportate delle modifiche per rispettare le normative vigenti dell’Individual Vehicle Approval, ma essenzialmente l’idea è quella di dare ai nuovi proprietari la stessa esperienza di guida di quando queste supercar furono prodotte. Perchè di vere e proprie supercar d’epoca si tratta, se si pensa che la 4.3 Tourer del 1930 accelerava da 0 a 100 kmh in 11.4 secondi.
La Alvis ha avuto la sua sede a Coventry dal 1919 al 1967. Oltre alle auto, ha prodotto vetture da corsa, motori d’aereo e vetture blindate. La produzione della auto terminò quando la Alvis venne incorporata dalla Rover e, successivamente, divenne parte di British Leyland che nel 1982 la vendetta alla United Scientific Holdings. La produzione di vetture blindate è continuata e si è sviluppata ulteriormente, riprendendo il nome Alvis.
Originariamente la società si chiamava T.G. John & Co. Fondata nel 1919 da Thomas George John, inizialmente produceva motori, carburatori e motoscooter. Nel 1921 cambiò il suo nome in Alvis Car & Engineering. Geoffrey de Freville, che progettò il primo motore, fu responsabile del cambio della denominazione. L’origine del nome Alvis è stato oggetto di numerose e fantasiose ipotesi. Fu lo stesso De Freville a chiarire l’arcano: il nome non aveva alcun significato particolare, era stato scelto perchè poteva essere facilmente pronunciato in qualsiasi lingua.
Come molte altre aziende del tempo che producevano principalmente motori, la Alvis non aveva una sua carrozzeria, ma si appoggiava ai molti carrozzieri che popolavano l’area delle Midlands come Carbodies, Charlesworth Bodies, Cross & Ellis, Duncan Industries Bertelli Grose, Gurney Nutting, Hooper, Lancefield Coachworks, Martin Walter, Mayfair, Mulliners, Tickford, Vanden Plas, Weymann Fabric Bodies and William Arnold. Nel 1936 furono aggiunte le divisioni per la produzione dei motori d’aereo e le vetture. La fabbrica venne però gravemente danneggiata dal bombardamento della città di Coventry nel novembre 1940, che portò alla sospensione della produzione che riprese solo verso la fine del conflitto.
Tra il 1952 ed il 1955 lavorò per la Alvis anche Alec Issigonis, non ancora Sir, il creatore della Mini, che disegnò un modello con un motore V8 che, però, venne ritenuto troppo costoso da produrre.
Nel 1965 Rover prese il controllo della Alvis, che successivamente venne rilevata dalla British Leyland. L’ultima vettura prodotta dalla Alvis fu la TF21, lanciata nel 1966. Nonostante la sua velocità di 205 kmh, la più veloce Alvis mai prodotta, il suo design mostrava i segni dell’età, tant’è che ne furono vendute solo 109. Questo insuccesso, insieme ai problemi che assillavano in quel momento l’industria automobilistica, portarono alla cessazione definitiva della produzione nel 1967.