110 anni di Alfa Romeo. La rivoluzione di forme e colori

Le prime automobili erano letteralmente delle “carrozze senza cavalli”, prive di forme proprie. Dagli anni Trenta i carrozzieri diventano molto bravi a lavorare il metallo: battono le lastre a mano, direttamente su un originale di legno, creando autentici pezzi unici dalle linee tonde e sensuali. La produzione industriale porta alla semplificazione delle forme, perché le attrezzature di stampaggio dell’epoca non consentono la stessa raffinatezza e tridimensionalità.

110 anni di Alfa Romeo: Duetto, l’italiana che conquistò Hollywood.

“Ti consente molto. Ma è anche molto bella.” Questo ciò che pensava della Duetto un eccezionale gentleman driver come Steve McQueen, nell’estate del 1966, era stato invitato da Sports Illustrated a provare la spider italiana, insieme ad altre vetture sportive. Il modello che guidò fu una delle prime Alfa Romeo 1600 Spider arrivate negli USA, dopo il suo lancio al Salone di Ginevra qualche mese prima. In poche parole, il giudizio di McQueen riassumeva l’essenza della Duetto e l’unicità delle Alfa Romeo: piacere di guidare e pura bellezza.

110 anni di Alfa Romeo: Gazzelle e Pantere

Nell’Italia del dopoguerra le Alfa Romeo erano già una leggenda. Avevano dimostrato di essere le auto più veloci, sia in pista che su strada. Erano potenti e vincevano sempre, come il bene sul male. Avevano, quindi, tutte le caratteristiche tecniche e simboliche per diventare le vetture dei corpi della Polizia di Stato.

110 anni di Alfa Romeo: il primo marchio Campione del Mondo di Formula 1

Nel 1938 l’Alfetta era un gioiello tecnologico. Lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale avrebbe interrotto la ricerca e lo sviluppo, ma le soluzioni tecniche che erano state prefigurate dal progetto erano talmente sofisticate da essere ancora valide dopo la fin del conflitto e, in alcuni casi, fino ai giorni nostri.

110 anni di Alfa Romeo: 6C 2500 il simbolo di un’epoca

Quando la 6C 2500 carrozzata da Touring sfila sulla passerella di Cernobbio nella primavera del 1949, è chiaro a tutti chi vincerà la Coppa d’Oro. L’unicità e la classe delle sue linee sono tali che viene naturale conferirle il nome del Concorso d’Eleganza più importante del mondo.
Ma la 6C 2500 Villa d’Este non è solo bellezza stilistica. E’, nello stesso tempo, un punto di arrivo del modo artigianale di fare auto e il punto di svolta che annuncia una organizzazione produttiva più moderna.

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