Written by Walter Marcelli on .

Jaguar XKSS: torna a vivere la prima supercar del mondo

A distanza di quasi 60 anni Jaguar ha deciso di ricostruire 9 esemplari della super esclusiva XKSS, definita come la prima vera supercar del mondo. Saranno tutti realizzati a mano da Jaguar Classic con le stesse specifiche delle originali nove XKSS che andarono perdute nel devastante incendio che quell’anno distrusse parte della fabbrica di Browns Lane.

La storia della XKSS si lega a quella sportiva di Jaguar che, tra il 1951 e il 1957, prima con la C-type e poi la D-type, riuscì a vincere cinque edizioni della 24 Ore di Le Mans. L’edizione del 1955 della corsa era stata però funestata dalla più grande tragedia dello sport automobilistico: la Mercedes di Pierre Levegh urtò in piena in velocità una Austin-Healey che procedeva lentamente e fu letteralmente lanciata sulla folla. Levegh e più di 80 spettatori morirono nell’impatto, e a centinaia rimasero feriti. Mike Hawthorn e Ivor Bueb su Jaguar D-type si aggiudicarono una ben triste vittoria, in un weekend che fu doppiamente tragico per William Lyons, il fondatore di Jaguar, che perse il suo unico figlio John in un incidente stradale.
Nel 1956, Jaguar decise quindi di ritirarsi dalle gare, affidando le sue auto al team scozzese Ecurie Ecosse ed a quello americano di Briggs Cunningham. Lyons ebbe la brillante idea d’utilizzare i telai delle D-type rimasti, non utilizzati dai due team, per creare un’edizione limitata di una supersportiva stradale.
Nacque così la XKSS, una sigla che rimadava alle origini di Jaguar, il cui nome all’inizio era Swallow Sidecars. Si decise di produrne cinquanta per poterla iscrivere alle gare dello Sports Car Club of America per le sportive di serie.
La conversione dalla D-type da corsa alla XKSS fu relativamente semplice, anche se non sarebbe stata tanto una granturismo convertibile, quanto una vettura da corsa appena mascherata da vettura stradale. Fu rimossa la divisione centrale tra guidatore e passeggero e fu aggiunta la seconda portiera sulla parte sinistra. I poggiatesta, la carenatura e la pinna posizionate dietro al pilota vennero rimosse, lasciando visibile il bocchettone del serbatoio del carburante ad innesto rapido.
Ovviamente, si guardò anche al comfort: un parabrezza grande prese il posto del basso deflettore ed i vetri laterali ed una capote di tela provvedevano a riparare dalle intemperie. Sulla coda fu montato un portabagagli, mentre la splendida e delicata carrozzeria fu protetta con paraurti di alluminio, oltre all’aggiunta dei gruppi ottici e degli indicatori di direzione.
I clienti avevano lo stesso motore 3.4 litri, sei cilindri in linea, da 253Cv, il servosterzo ed i dischi freno che avevano portato le D-type a vincere tre volte Le Mans.
Presentata al Salone di New York, l’ordine iniziale di 25 vetture fu immediatamente completato ed iniziò il processo per convertire le rimanenti D-type. Purtroppo, un devastante incendio scoppiato nel febbraio del 1957 nella fabbrica di Browns Lane bloccò la produzione delle auto per settimane. L’attrezzatura e le dime della D-type e della XKSS andarono completamene distrutte, così come nove delle auto-clienti già completate. Delle restanti sedici già costruite, ben dodici andarono negli Stati Uniti.
Una fu acquistata dall’attore e pilota Steve McQueen, che la tenne dieci anni prima di rivenderla. Di tutte le vetture possedute, la XKSS fu una di quelle più amate da McQueen, tant’è che dopo qualche anno la ricomprò e la tenne per sè sino alla sua morte.

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Oggi, quelle nove XKSS perdute tra le fiamme torneranno a nuova vita per un selezionato gruppo di collezionisti e clienti d’eccezione. Ogni vettura sarà costruita secondo le stesse specifiche delle prime sedici realizzate nel 1957 e ogni sua parte sarà interamente certificata da Jaguar. Il prezzo supererà il milione di sterline. Le prime consegne della nuova Jaguar XKSS verranno effettuate nei primi mesi del 2017, nel sessantesimo anno dal debuto della prima supercar moderna.

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