
Il Salone di Detroit ha fatto da cornice alla presentazione della nuova generazione di un’icona dell’automobilismo sportivo mondiale, la Ford GT, la massima espressione dello spirito sportivo dell’Ovale Blu.
La nuova supercar, che sarà commercializzata nel 2016, avrà soltanto due posti, il motore in posizione centrale e la trazione posteriore. Grazie all’impiego di materiali leggeri ad alta resistenza, la Ford GT potrà godere di una notevole riduzione del peso, ma sarà più sicura e più robusta. La cella dell’abitacolo è in fibra di carbonio, mentre i sottotelai anteriori e posteriori sono di alluminio, incorporati all’interno di pannelli in fibra di carbonio.
La nuova Ford GT sarà equipaggiata con il più potente motore EcoBoost di sempre, un propulsore da 3.5 litri V6 doppio turbo da 600 Cv, derivato dall’esperienza delle gare IMSA e prototipi, dove ha conquistato tre vittorie, tra cui quella nella 12 Ore di Sebring. Il propulsore sarà accoppiato ad un cambio automatico a doppia frizione a 7 marce.
Lo studio aerodinamico, oltre a reinterpretare in modo contemporaneo le tradizionali linee della GT40, ha consentito di ottimizzare l’efficienza, la maneggevolezza e la stabilità dell’auto. La Ford GT monterà cerchi da 20” con freni carboceramici e pneumatici Michelin con mescola e struttura appositamente realizzati per la supercar.
Le portiere sono ad apertura verticale e, poiché i sedili sono parte integrante della cella dell’abitacolo in fibra di carbonio, la posizione di guida potrà essere configurata regolando la posizione dei pedali e del volante, quest’ultimo ispirato a quelli della Formula 1, con i paddle per il cambio sequenziale ed incorpora tutti i comandi per la configurazione dei sistemi di bordo. Il quadro strumenti è digitale e personalizzabile.
La nuova Ford GT entrerà in produzione alla fine del prossimo anno per celebrare i 50 anni della vittoria a Le Mans nell’edizione del 1966, quando tre Ford GT40 conquistarono i primi tre posti. La leggendaria Ford GT40, nata per contrastare lo strapotere Ferrari nel campionato del mondo, ebbe un inizio non facile. L’affermazione del 1966, però, segnò l’inizio di un dominio che si concluse nel 1969.