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Ha compiuto da poco un secolo la leggendaria Rolls-Royce 20 HP, meglio nota come Twenty. Lanciata il 6 ottobre 1922, l’auto era stata disegnata da Sir Henry Royce e rimane tra i modelli più importanti mai prodotti dal marchio, nata per essere guidata dal suo proprietario piuttosto che dall’autista, secondo la tendenza dell’epoca.

Nel 1906, Rolls-Royce aveva lanciato la 40/50 HP, o Silver Ghost. Grazie alla silenziosità del suo motore, all’affidabilità, alla capacità di affrontare grandi viaggi, all’epoca si guadagnò il titolo di “The best car in the world”. Diede inoltre inizio alla nuova politica aziendale del “modello singolo”, invece di offrire insieme differenti modelli, quasi in concorrenza tra loro.
Durante la guerra Rolls-Royce si dedicò a progetti militari, tra cui una versione corazzata della Silver Ghost, oltre ai motori aeronautici. La fine delle ostilità, nel 1918, aprì a un mondo completamene nuovo in cui gli ordini socio-economici, politici e culturali dell’anteguerra si erano totalmente trasformati. Per Rolls-Royce, il ritorno dalla produzione bellica al tempo di pace significò manodopera in eccesso nella fabbrica di Derby che, nel 1919, impiegava più di 8.000 lavoratori.
Già prima del 1918 Royce aveva pensato di produrre auto più piccole per contrastare una riduzione delle vendite delle grandi 40/50 HP, dato che molti dei facoltosi proprietari di Rolls si sarebbero trovati in difficoltà economiche per mantenere lo stesso staff di domestici di prima della guerra. Una scelta conveniente sarebbe stata un’auto che non richiedesse costi di manutenzione settimanali come la Silver Ghost, né un’autista che la guidasse.
Nel 1920 Royce si dedicò al progetto di un’auto più piccola. Una decisione presa anche per mantenere la manodopera in esubero nella fabbrica di Derby che altrimenti avrebbe portato al traumatico licenziamento di almeno 2.000 maestranze.
Royce aveva capito che, nonostante le nuove e più restrittive circostanze, quei clienti che erano abituati agli standard di eccellenza della Rolls-Royce, non si sarebbero aspettati niente di meno da un nuovo modello, qualunque fosse la grandezza o le specifiche.
Il 6 ottobre 1922, Rolls-Royce presentò la nuova “piccola”. Il suo motore 3.1 litri, 6 cilindri in linea, aveva meno della metà della capacità del 7.5 litri della Silver Ghost, ma pesava il 30% in meno. Questo, combinati ai progressi del design ingegneristico rispetto al 1906, comportava che la differenza di prestazioni tra le due vetture fosse molto meno significativa di quanto dicessero i numeri.
La Twenty rappresentava un enorme balzo tecnologico in avanti. La maneggevolezza, le prestazioni dello sterzo, dei freni e delle sospensioni facevano apparire la Silver Ghost e la concorrenza abbastanza datate. Queste qualità fecero sì che la Twenty fosse subito ben accolta dai fedeli clienti della Rolls-Royce e da quelli nuovi che non erano attirati da vetture più grandi, dall’elevato costo di acquisto e di gestione.
Come tutte le Rolls-Royce dell’epoca, la Twenty fu prodotta come telaio marciante; gli acquirenti, poi, commissionavano il corpo vettura a carrozzieri indipendenti. Royce desiderava che fosse principalmente un'auto del proprietario e del conducente e sperava che i carrozzieri mantenessero le dimensioni e il peso delle loro creazioni il più bassi possibile. M non riuscì a cambiare le abitudini di una vita di alcuni clienti. Molti proprietari di Twenty si ostinarono nel volere carrozzerie solide e formali, molto più pesanti del necessario e che offrivano una maggiore resistenza al vento. Con comprensibile irritazione di Royce, queste carrozzerie massicce e sovradimensionate ne compromisero le prestazioni.


Nel 1929, la Twenty fu sostituita dalla 20/25 HP, alimentata da un motore di cilindrata maggiorata. Anche questo non risolse del tutto il problema del peso delle carrozzerie personalizzate, e così nel 1935 Royce produsse la 25/30 HP con un motore di 4.25 litri. L'era della "piccola potenza" terminò con la Wraith nel 1938.
La Twenty ha avuto una profonda influenza sulla produzione Rolls-Royce molto tempo dopo la fine della sua produzione nel 1929, dopo che ne erano stati costruiti non meno di 2.940 esemplari. In particolare, il motore 6 cilindri in linea – con testata smontabile e valvole in testa – sarebbe stato il modello per i motori Rolls-Royce dei successivi 30 anni. Se si apre il cofano di qualsiasi Rolls-Royce a sei cilindri fino alla Silver Cloud (1955-59), è subito riconoscibile lo stesso design, anche se con alcune modifiche migliorative interne.
Fino all'ultima Phantom VI nel 1992, Rolls-Royce ha mantenuto la politica dei due modelli che aveva introdotto con il lancio della Twenty 70 anni prima. Ha permesso all'azienda di soddisfare le esigenze di due gruppi di clienti: quelli che hanno scelto di godersi il "viaggio sul tappeto magico" dal sedile posteriore; e quelli che preferivano guidare da soli la propria automobile. Questo approccio è continuato sino a oggi, sempre nel solco della linea guida indicata da Sir Henry Royce: "Prendi il meglio che esiste e rendilo migliore".