Written by Walter Marcelli on .

La Jaguar XJ220C e la vittoria negata a Le Mans

La Jaguar XJ220, nel giugno del 1993, divenne l'auto di produzione più veloce al mondo. Guidata dall’ex pilota di F1 Martin Brundle sul circuito di Nardò, la XJ220 raggiunse la velocità di 349,4 km/h. Per quasi un decennio, poi, la XJ220 detenne il record del giro più veloce del circuito del Nurburgring con il tempo di 7’46”36.
I suoi creatori, Jaguar e la Tom Walkinshaw Racing, videro nella XJ220 le potenzialità anche per un suo successo nelle competizioni sportive.

Sulla scia di una partnership vincente che aveva prodotto due vittorie assolute a Le Mans nel 1988 e nel 1990, la XJ220 fu preparata per affrontare le Porsche Carrera RSR e la Venturi 500 LM nella categoria GT per la 24 Ore del 1993. Tre esemplari della nuova XJ220 C furono realizzati esclusivamente per Le Mans, mentre un quarto telaio fu costruito in seguito. Si trattava di una vettura ufficiale diversa da quelle che già avevano iniziato a gareggiare nelle serie GT nazionali.
Le vetture da corsa si differenziavano notevolmente dalle loro sorelle stradali. Pesavano 400 kg di meno, erano dotate di un frontale, una coda ed I pannelli della carrozzeria in materiale composito completamente rimovibili, che potevano essere smontati rapidamente per accedere ai sistemi meccanici. L'abitacolo era essenziale, con un ampio utilizzo di fibra di carbonio e un unico sedile da corsa in Kevlar, mentre il motore V6 biturbo da 3,5 litri era stato potenziato per erogare fino a 850 cavalli, sebbene limitato dalle normative ACO. Ogni vettura era preparata secondo le specifiche FIA/IMSA per Le Mans, il che poteva consentire all'auto di gareggiare su entrambe le sponde dell'Atlantico.
L'esordio in gara avvenne il 9 maggio 1993 a Silverstone, e fu subito una comoda vittoria nella categoria GT. Ma la sua sfida più grande sarebbe arrivata al Circuit de la Sarthe dove, dopo un'ottima qualifica, un team di tre XJ220 C si schierò sulla griglia di partenza. Il telaio numero 002 (nella foto) sarebbe stato guidato da David Brabham, John Nielsen e David Coulthard, alla sua prima e unica gara a Le Mans.
Durante i test, però, i funzionari dell'ACO sollevarono dubbi sulla legalità dello scarico della XJ220 C, che era un sistema a flusso libero senza catalizzatori, a differenza di quello della vettura stradale. Sebbene conforme al regolamento della categoria IMSA in cui le XJ220C erano iscritte, e nonostante nessuna vettura rivale nella categoria GT montasse catalizzatori, la discussione continuò prima che alle Jaguar fosse concesso di prendere il via in attesa di ricorso.
In gara, la vettura gemella di Win Percy, Armin Hahne e David Leslie subì un cedimento della guarnizione della testata dopo soli sei giri. Poco dopo, la Porsche 911 Turbo S LM ufficiale di Hans-Joachim Stuck riscontrò un problema all'acceleratore nelle prime fasi della gara, precipitando in classifica mentre veniva riparata. Nel tentativo di rientrare in gara, Walter Röhrl spinse troppo, e dopo aver urtando un doppiato fu costretto al ritiro.
Le due Jaguar rimaste, così, ebbero via libera e presero il comando della classe fino alle prime ore del mattino, quando una perdita di carburante sul telaio 002 costrinse Brabham ai box per le riparazioni. Andreas Fuchs continuò la rimonta con il telaio 003 fino al giro 176, quando lo scoppio di uno pneumatico fece finire la sua vettura nella ghiaia, permettendo a Brabham di rimontare e tagliare il traguardo in 15ª posizione assoluta e 1ª di classe.
Purtroppo, i festeggiamenti durarono poco. Un mese dopo la vittoria, le tre Jaguar furono squalificate per un secondo cavillo tecnico: il loro ricorso, che la FIA aveva appoggiato e accolto, a quanto pare non era stato presentato in tempo.