Written by Walter Marcelli on .

Alpine, una storia di successi

“Ho scelto il nome Alpine perché, per me, sintetizza il piacere di guidare sulle strade di montagna. La cosa più divertente che ho fatto è stata quella di attraversare le Alpi al volante della mia 4CV. Ed è essenziale per me che i miei clienti abbiano lo stesso livello di coinvolgimento nelle auto che costruisco.” Jean Rédélé 

L’Alpine nasce dall’amore di Jean Rédélé per la Renault 4CV e le competizioni sportive, ma anche dal suo spiccato senso degli affari. Nato nel 1922, dopo essersi diplomato in direzione aziendale ed aver seguito un tirocinio in Renault, le sue brillanti idee lo imposero all’attenzione di Pierre Dreyfus, CEO del marchio francese, che gli assegnò nel 1946 una concessionaria a Dieppe.
L’attività motoristica sportiva iniziò quattro anni più tardi nel 1950. Rédélé era convinto che “le corse fossero il miglior modo per mettere alla prova le auto di serie e le vittorie il miglior strumento per venderle”. Per le sue ambizioni sportive scelse la nuova Renault 4CV, che già sua seconda partecipazione vinse il Rally di Dieppe. Questo convinse Renault ad affidargli una versione da corsa della 4CV per il Rally di Monte Carlo del 1951, dove giunse quarto nella sua classe. La tanto desiderata vittoria arrivò nel Tour del Belgio.
Rédélé era convinto che la 4CV sarebbe potuta andare più veloce con una carrozzeria più leggera e più aerodinamica; un progetto che commissionò al designer Giovanni Michelotti. Nel 1952, intanto, vinceva la sua classe nella Mille Miglia ed andava vicino al successo anche a Le Mans, sempre con una 4CV. Alla fine della stagione 1954, che era stata ancor più vittoriosa di quella del 1953, per Rédélé era arrivato il tempo di scegliere se continuare a guidare un’auto da corsa o la sua azienda.
La 4CV Spécial Sport disegnata da Michelotti sarebbe divenuta, con alcune modifiche, la Alpine A106, la prima vettura di produzione di serie di Rédélé, il quale era convinto che un nuovo marchio automobilistico avrebbe avuto delle potenzialità qualora si fosse fondato su dei principi elementari: le vetture dovevano essere innovative, con una bella carrozzeria leggera, equipaggiate con meccaniche semplici, utilizzando il maggior numero di componenti di serie per garantire prezzi bassi e costi di gestione contenuti.
Il suo secondo obiettivo fu quello di sostenere l’attività nazionale dell’azienda con la concessione di licenze internazionali. Poichè le sue vetture erano relativamente facili da assemblare e le meccaniche Renault le rendevano affidabili e semplici da riparare, decise di trovare dei partner in mercati dove la Renault era ben presente. Le Alpine sarebbero state così assemblate in Brasile, Spagna e Messico e, in piccoli numeri, anche in Bulgaria. Tutto ciò avvenne con la A108, preludio alla leggendaria A110 che avrebbe consolidato il nome Alpine come uno dei più importanti marchi sportivi del mondo.
La A110 Berlinette, basata sulla Renault R8, ottenne un ottimo successo commerciale. Rédélé aprì una concessionaria a Epinay sur Seine, dove insediò il quartier generale dell’Alpine, e nel 1969 aprì la fabbrica di Dieppe.
La A110 Berlinette continuava ad evolversi con motori sempre più capaci e pochi ma sostanziali cambiamenti estetici. Fino al 1977 ne vennero prodotte circa 7.500, mettendosi in luce in ognuna delle competizioni a cui aveva partecipato. Fu una vettura da rally molto competitiva tra la fine del 1960 ed i primi anni Settanta, fino ad arrivare alla vittoria del campionato del mondo nel 1973. Rédélé intanto aveva già pensato ad una vettura completamente nuova.
La A310, fu presentata a Ginevra nel 1971. Più sofisticata della A110, fu in parte progettata dallo stesso Rédélé, che intendeva consolidare il marchio nel segmento delle sportive e delle granturismo. Dal 1973 sino al termine della sua produzione nel 1985 ne furono prodotte oltre 11.600. Nei primi anni i successi sportivi continuarono fino a quando la Renault 5 Turbo, sempre prodotta a Dieppe, divenne l’auto da battere.
Le ambizioni dell’Alpine nel motosport ebbero una vita parallela in circuito con le sport prototipo. Il marchio aveva debuttato a Le Mans nel 1963. Con i loro piccoli motori Gordini da 1.000 o 1.300cc furono in grado di superare le loro avversarie dirette grazie alla loro aerodinamica. Una M64 vinse la sua classe a Le Mans nel 1964, a cui sarebbero seguiti molti altri successi e altre eccezionali vetture.
Alpine partecipò a Le Mans per 11 volte tra il 1963 ed il 1978, con 55 vetture ufficiali. I suoi sforzi portarono a sette vittorie di categoria e, sopra a tutte, il primo posto assoluto nel 1978 con la A442B guidata da Jean-Pierre Jaussaud e Didier Pironi. Fu dopo questo successo che il programma dell’endurance terminò per concentrarsi sulla Renault 1.5-litri Turbo di Formula 1, sviluppata dalla monoposto A500 da André de Cortanze, capo del settore ricerca dell’Alpine.
Nel 1984 la A310 fu sostituita dalla GTA (Grand Tourisme Alpine). Quest’auto beneficiò di un processo di costruzione molto innovativo: era la prima carrozzeria, in Europa, ad essere realizzata con l’iniezione ad alta pressione, che consentiva alla carrozzeria di poliestere di essere accoppiata al telaio per una maggiore rigidità. La GTA aveva inoltre un ottimo coefficiente aerodinamico ed un abitacolo ben equipaggiato.
Con il motore turbo da 200CV, divenne la più veloce vettura francese di produzione di serie. Nel 1990 il facelift cambiò la GTA nella A610. La produzione totale dei tre modelli raggiunse le 7.000 unità nel 1995. Dopo la fine della produzione della A610, la fabbrica di Dieppe, che comunque aveva mantenuto le insegne dell’Alpine, produsse molti modelli per la Renault Sport. Dopo la 5 Alpine, furono prodotte 5.112 Renault 5 Turbo, 1.685 Spider dal 1996 al 1999 e non meno di 70.000 esemplari della Clio Renaultsport dal 2000 ad oggi. Dieppe ha anche prodotto 1.333 Clio V6 tra il 2002 ed il 2005 e continua a costruire una serie di auto da corsa inclusi un migliaio di esemplari della Clio Cup.
Dal 2012, Alpine ha conosciuto un momento di rinnovata creatività e ritrovato entusiasmo, che è culminato con il lancio della nuova A110 stradale avvenuto al Salone di Ginevra di quest’anno.
L’attività sportiva è ripresa con il team Signatech-Alpine che ha conquistare il titolo europeo delle Le Mans Series (ELMS) nel 2013 e nel 2014. Dal 2015 il team partecipa al Campionato del Mondo Endurance (WEC) nella categoria LMP2. Nel 2016 ha vinto il titolo Piloti e quello Costruttori, oltre alla 24 Ore di Le Mans, sempre nella categoria LMP2. Ancora in corsa nel campionato 2017, dopo la vittoria di Austin. La storia dell’Alpine nelle corse di durata sembra essere ancora lontana dalla parola fine.

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